Impianto Elettrico Roma | Progettazione e Normative

Contenuto verificato e aggiornato nel 2026 sulla base delle fonti ufficiali · a cura dello Studio tecnico Edilizia Privata Roma — geometri iscritti all'Albo dei Geometri della Provincia di Roma.

Impianto elettrico a Roma: progettazione, normative e certificazioni

Impianto elettrico residenziale

Il nostro studio tecnico a Roma segue la progettazione, l'adeguamento e la certificazione degli impianti elettrici di abitazioni, uffici e locali commerciali. Ti accompagniamo dalla pratica edilizia alla dichiarazione finale, così l'impianto è sicuro, a norma e pienamente utilizzabile per detrazioni fiscali, rogiti e cambi d'uso.

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Cos'è e a cosa serve l'impianto elettrico

L'impianto elettrico è il sistema che distribuisce in sicurezza l'energia all'interno di un edificio: quadro, circuiti, prese, punti luce, protezioni differenziali e magnetotermiche, messa a terra. Un impianto progettato male non è solo scomodo, è pericoloso: la maggior parte degli incendi domestici di origine elettrica nasce da impianti sottodimensionati, vecchi o realizzati senza criteri tecnici.

Per uno studio tecnico, l'impianto elettrico non è solo "cavi e prese": è una componente che incide su agibilità, sicurezza, valore dell'immobile e accesso ai bonus fiscali. Per questo il nostro intervento parte sempre da una valutazione dello stato di fatto e arriva alla documentazione che certifica la conformità.

Cosa seguiamo per te

  • Valutazione preliminare dell'impianto esistente e dei carichi.
  • Progetto dimensionato su superfici, utenze e potenza impegnata.
  • Adeguamento normativo alla norma tecnica vigente (CEI 64-8).
  • Pratica edilizia (di norma CILA) per il rifacimento.
  • Direzione e verifica in collaborazione con l'impresa installatrice abilitata.
  • Certificazione finale (Dichiarazione di Conformità o di Rispondenza).

La normativa di riferimento: CEI 64-8 e DM 37/2008

In Italia gli impianti elettrici a bassa tensione si progettano e si realizzano secondo la norma CEI 64-8. Dal 1° novembre 2024 è in vigore la Nona Edizione della norma, che tra l'altro ha:

  • rivisto il Capitolo 37 sui livelli degli impianti in ambito residenziale;
  • allineato le prescrizioni al Codice di prevenzione incendi;
  • introdotto le parti sull'efficienza energetica e sugli utenti attivi (prosumer, ad esempio chi ha il fotovoltaico).

La CEI 64-8 classifica gli impianti elettrici residenziali in tre livelli prestazionali:

LivelloTipologiaA chi è adatto
Livello 1BaseDotazione minima di sicurezza e funzionalità
Livello 2StandardMaggiore numero di punti presa/luce e predisposizioni
Livello 3DomoticoImpianto evoluto con automazione e controllo carichi

Sul piano amministrativo, il riferimento è il DM 37/2008, che disciplina la sicurezza degli impianti e impone, a fine lavori, il rilascio della Dichiarazione di Conformità (DiCo) da parte dell'impresa installatrice abilitata iscritta alla Camera di Commercio. È il documento che attesta che l'impianto è realizzato "a regola d'arte".

I criteri di progettazione

Quando progettiamo o adeguiamo un impianto teniamo conto di diversi fattori, che insieme determinano potenza, numero di circuiti e dimensionamento dei cavi:

  • Superficie e distribuzione degli ambienti dell'unità immobiliare.
  • Carichi elettrici previsti: elettrodomestici, climatizzazione, piano a induzione, ricarica auto elettrica.
  • Esigenze della committenza: domotica, predisposizioni, sicurezza, efficienza.
  • Potenza impegnata con il fornitore e relativo contatore.
  • Sistema di messa a terra e protezioni (differenziali, salvavita).

Una casa più ampia o con molte utenze "energivore" richiede un impianto di livello superiore e una potenza adeguata: per questo il progetto va sempre tarato sul caso reale, non su standard generici.

Documenti necessari

A seconda dell'intervento, i documenti che entrano in gioco sono:

  • Pratica edilizia (di norma CILA) per il rifacimento dell'impianto, qualificato come manutenzione straordinaria.
  • Progetto dell'impianto firmato da tecnico abilitato, quando previsto dal DM 37/2008 (in funzione di potenza, superficie e destinazione).
  • Dichiarazione di Conformità (DiCo) rilasciata dall'installatore a fine lavori, con allegati (schema/progetto dell'impianto, relazione materiali).
  • Dichiarazione di Rispondenza (DiRi) per gli impianti privi di DiCo realizzati tra il 13 marzo 1990 e il 27 marzo 2008: la rilascia un tecnico abilitato e "regolarizza" l'impianto esistente senza doverlo rifare.
  • Fatture e bonifici "parlanti" se si accede alle detrazioni fiscali.

Attenzione: la DiRi non sana gli impianti realizzati dopo il marzo 2008 privi di Dichiarazione di Conformità. Per quegli impianti la strada è l'adeguamento e una nuova DiCo dell'installatore.

Costi e tempi

I costi di un impianto elettrico variano molto in base a superficie, livello prestazionale (base, standard o domotico), qualità dei materiali e complessità delle opere murarie (tracce a parete, ripristini). Per questo non indichiamo cifre fisse: ogni immobile fa storia a sé.

In linea generale i fattori che incidono sul preventivo sono:

  • Dimensioni e numero di punti (prese, punti luce, comandi).
  • Livello dell'impianto secondo CEI 64-8 (il livello domotico costa di più).
  • Materiali e componentistica scelti.
  • Opere edili connesse: rotture, tracce, ripristini, tinteggiature.
  • Pratica tecnica e certificazioni (CILA, progetto, DiCo/DiRi).

Per la parcella professionale e il computo dei lavori ti forniamo un preventivo gratuito e dettagliato, con tempi e costi previsti. I tempi dipendono dalla portata dell'intervento: un adeguamento parziale si chiude in pochi giorni, il rifacimento completo di un appartamento richiede in genere alcune settimane tra lavori e certificazioni.

Detrazioni fiscali 2026

Il rifacimento dell'impianto elettrico è manutenzione straordinaria e rientra nel cosiddetto "bonus ristrutturazioni" (art. 16-bis del TUIR). Per le spese sostenute nel 2026, secondo l'Agenzia delle Entrate, la detrazione IRPEF è:

ImmobileAliquota 2026Limite di spesaRate
Abitazione principale50%96.000 € per unità immobiliare10 rate annuali
Altri immobili36%96.000 € per unità immobiliare10 rate annuali

Dal 2027 le aliquote scendono (36% abitazione principale, 30% altri immobili). Va ricordato che, dopo il DL 11/2023, sconto in fattura e cessione del credito sono stati aboliti: l'unica via ordinaria è la detrazione in dichiarazione dei redditi.

Per fruirne servono, tra l'altro, la pratica edilizia, i pagamenti con bonifico "parlante" e la conservazione della documentazione. Trattandosi di materia fiscale soggetta ad aggiornamenti, verifica sempre la tua posizione con un professionista prima di avviare i lavori.

Come ti aiutiamo a Roma

Lo studio opera su Roma e provincia e segue per te l'intero percorso, in coordinamento con l'impresa installatrice abilitata:

Per un quadro generale degli interventi di ristrutturazione puoi affidarti anche al nostro partner roma-ristruttura.it.

Domande frequenti

Quando devo rifare l'impianto elettrico?

Quando l'impianto è obsoleto, sottodimensionato per i carichi attuali, privo di salvavita e messa a terra adeguati, o in occasione di una ristrutturazione. Anche per vendere o affittare un immobile è opportuno che l'impianto sia a norma e certificato.

Serve la CILA per rifare l'impianto elettrico?

Sì. Il rifacimento dell'impianto è di norma classificato come manutenzione straordinaria e richiede la presentazione della CILA al Comune prima dell'inizio dei lavori. Noi predisponiamo e depositiamo la pratica per te.

Che differenza c'è tra Dichiarazione di Conformità (DiCo) e Dichiarazione di Rispondenza (DiRi)?

La DiCo è rilasciata dall'impresa installatrice a fine lavori per gli impianti nuovi o modificati. La DiRi è rilasciata da un tecnico abilitato per gli impianti già esistenti, realizzati tra il 1990 e il marzo 2008, che ne sono privi: serve a documentarne la conformità senza rifare l'impianto.

Posso detrarre le spese dell'impianto elettrico?

Sì. Nel 2026 il rifacimento rientra nel bonus ristrutturazioni con detrazione del 50% sull'abitazione principale e del 36% sugli altri immobili, fino a 96.000 € per unità immobiliare, in 10 rate annuali. Sconto in fattura e cessione del credito non sono più disponibili: si recupera in dichiarazione.

Qual è la normativa di riferimento aggiornata?

La norma tecnica è la CEI 64-8, di cui dal 1° novembre 2024 è in vigore la Nona Edizione. Sul piano della sicurezza e delle certificazioni il riferimento è il DM 37/2008.

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Domande frequenti

Serve la CILA per rifare l'impianto elettrico?

Sì. Il rifacimento dell'impianto è di norma manutenzione straordinaria e richiede la CILA da presentare al Comune prima dell'inizio dei lavori.

Che differenza c'è tra Dichiarazione di Conformità (DiCo) e Dichiarazione di Rispondenza (DiRi)?

La DiCo è rilasciata dall'impresa installatrice a fine lavori per impianti nuovi o modificati. La DiRi è rilasciata da un tecnico abilitato per impianti esistenti realizzati tra il 1990 e il marzo 2008 che ne sono privi, per documentarne la conformità senza rifarli.

Posso detrarre le spese dell'impianto elettrico nel 2026?

Sì, rientra nel bonus ristrutturazioni: 50% sull'abitazione principale e 36% sugli altri immobili, fino a 96.000 € per unità immobiliare, in 10 rate. Sconto in fattura e cessione del credito non sono più disponibili: si recupera in dichiarazione.

Qual è la normativa di riferimento aggiornata?

La norma tecnica è la CEI 64-8, di cui dal 1° novembre 2024 è in vigore la Nona Edizione; per sicurezza e certificazioni il riferimento è il DM 37/2008.

Quando devo rifare l'impianto elettrico?

Quando è obsoleto, sottodimensionato, privo di salvavita e messa a terra adeguati, o in occasione di una ristrutturazione, di una vendita o di un affitto.

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